mercoledì 26 dicembre 2012

Panettone is off the table

Breve messaggio di frustrazione oggi. Il 26 dicembre la vita torna normale, Angelo Caputo riapre e io vo a porgergli i miei omaggi. Per scoprire che nulla è rimasto della montagna di panettoni e pandori ed altre golosità delle quali un mese fa il negozio era ricolmo.

Un commesso che potrei definire geometricamente spesso mi dice: “Li abbiamo finiti ieri.”. Ieri?!? ieri era il giorno di Natale! ieri erano chiusi!! ieri li ho anche chiamati e nessuno ha risposto!!! Già mi immagino chi li ha finiti... (“Il telefono scqu*lla... vui a rispondere... (chomp, chomp)”, “Nu nu, (chomp, chomp), sun scicuru chh h per te...”).

Anatema su di loro, possa l'uvetta diventare indigesta e il burro cagliare nelle loro viscere e la glassa croccante di mandorle e zucchero div... (sniff) diventare floscia e muffa, ecco.

(veramente, non me l'aspettavo; però l'anno scorso il 3 gennaio fu lo stesso)

venerdì 7 settembre 2012

Jocca

Io funziono parecchio a periodi, e uno che sto passando è quello della frutta frullata nel latte. Per ora ho provato mirtilli, fragole, mango, pera, pesca (bianca), avocado (con una punta di miele), banana più un derivato dei semi del cacao (ehm...) e non so più cos'altro. Oggi ne ho provata un'altra: vero ananas con vero latte (in vero vetro):

«Real milk in real glass», verso il basso della bottiglia

Risultato: vera ciofeca!!! È così che scopro cosa sono la bromelina, le proteasi (ma me lo sono già dimenticato) e il meraviglioso mondo della chimica (che fin'ora avevo identificato con una partita a briscola).

Leggendo in giro, ho “imparato” che il caglio è normale (incluso il sapore acido e amaro insieme), che chi lo beve muore in giornata e naturalmente si conoscono personalmente persone che hanno subito tale triste sorte (questa viene da mio cuggino), e che se lo si fa con ananas sciroppato o latte condensato non succede nulla e anzi viene buono.

Altro che agricoltura biologica.

(domani provo con il Fage intero al posto del latte)


lunedì 21 febbraio 2011

Scoprendo l'acqua calda...

Il regolatore di temperatura del mio scaldabagno

Perle di saggezza: «Attenzione: il rischio di scottarsi aumenta con la temperatura dell'acqua».
Mo' me lo segno...

lunedì 1 novembre 2010

Ceffo di basilico

Magari sono io che mi faccio sorprendere facilmente, ma...

Non ricordo foglie di basilico grandi come la mia mano in Italia. E peraltro tale basilico ha anche profumo.

domenica 24 ottobre 2010

Capito, Caputo?

Io: «Vorrei 4 once di mortadella Parmacotto...»
Commesso: «Quant'è in libbre?»

Che d'accordo che quello consuetudinario statunitense è un sistema folle (pari a quello imperiale britannico), ma già che non vogliono passare al decimale, che almeno si studino il loro!

(sì, Angelo Caputo ha anche la mortadella, e il prosciutto e la panna da cucina, che sia benedetto!)

sabato 3 luglio 2010

Torta

Dolce della domenica: crostata di frutta

Risultato: Mica male!

Tempo di preparazione: 3 ore per inettitudine

Ingredienti:

  • pasta frolla
  • crema pasticciera
  • una quantità disumana di fragole, more e lamponi

Istruzioni:

  1. riscaldare il forno a 180º
  2. stendere la pasta frolla in un cerchio spesso un po' meno di un centimetro; mattarello e piano apprezzeranno l'essere dovutamente infarinati
  3. trasferire la pasta sulla teglia da forno imburrata ed infarinata; ritagliarne il bordo che fuoriesce
  4. sforacchiare la sfoglia con una forchetta o uno stecchino
  5. coprire la superficie interna della sfoglia con un foglio di carta da forno e riempirlo di legumi secchi
  6. infornare e lasciare per 20 minuti circa, acciocché il bordo si veda dorato
  7. estrarre, eliminare legumi e carta, lasciar raffreddare
  8. riempire con la crema pasticciera
  9. decorare con abbondante frutta fresca
  10. cacciare di nuovo in frigo; o mangiare

Crostata di frutta con flash di notte

Non provo nemmeno a scrivere ricetta ed istruzioni per la pasta frolla e la crema pasticciera, basti notare che se ne vanno sei uova e quasi due etti di zucchero. Alla faccia del dolce fresco dell'estate. Ma dev'essere leggero, c'è la frutta!

Il trucco dei legumi è per tenere la pasta delicatamente premuta sul fondo; ma i legumi saranno utilizzabili solo più per altre crostate.

È venuta abbastanza bene da valermi complimenti (non italiani, però! da persona che si lamentava — e come darle tortao — delle torte statunitensi), ma è stata fatica tale che potrebbe rimanere esempio unico.

Anche interessante notare che le ricette suggeriscono di guarnire con frutta varia, più tipi ce ne sono meglio è — e dopo una settimana ho ancora dei lamponi da finire.

sabato 12 giugno 2010

Cotton in my ears

Non si pretenda che un giorno passi senza un temporale, ma oggi l'obolo è stato pagato nella mattinata, e il pomeriggio è solo umido per il Chicago Blues Festival 2010.

Pochi giorni fa i Blackhawks, squadra di hockey su ghiaccio di Chicago, han vinto il campionato nazionale e la Stanley Cup; la città è costellata di tifosi in festa e le finestre dei grattacieli compongono scritte di celebrazione («Go Hawks»). E, tutto sommato, la quantità di gente presente nel parco e sull'autostrada è anomala, al punto che il ritorno verso la provincia a mezzanotte, ora nella quale v'è solitamente il deserto, è durato due ore invece che 40 minuti, complici gli onnipresenti lavori estivi di pavimentazione.

Sorvolerò sulla mostra dell'Art Institute dedicata ad un periodo del lavoro di Matisse dominato dalla ricerca ma di cui non ho capito la conclusione.

Oggi è il primo giorno del festival, e l'unico a cui parteciperò, dedicato quest'anno al centenario della nascita di C. A. “Howlin' Wolf” Burnett, uno dei pilastri del blues degli anni `50 a Chicago.

«Mount Bluesmore» al Buddy Guy Legends, immagine da Today's Chicago Blues

E a proposito di Howlin' Wolf, di Muddy Waters, di Sonny Boy Williamson e di Little Walter, sul palco del Petrillo Music Shell è salito per un po' meno di un'ora James Cotton, che ha suonato con il primo, con il secondo, ispirato dal terzo e al posto del quarto. L'operazione alla gola gli rende difficile persino salutare il pubblico (le poche parole che ha provato a dire sono rimaste per me rantoli incomprensibili), quindi entra sul palco accompagnato dall'altra sua voce.

Com'è giusto che sia.

James Cotton Blues Band, in prima fila un cantante di cui mi sfugge il nome, James Cotton e Matt “Guitar” Murphy.

Non provo a descrivere la sua prestazione, tranne asserire che è stata ciò che uno si aspetterebbe da un James Cotton. Dopo il concerto siamo stati diretti alla «presentazione di un libro», in un locale a nord di Chicago dove un gruppo suonava musica inclassificabile (almeno per le mie capacità) con un'intensità sonora, per non parlare del volume, opprimente benché significativa. Seguiti da un cantante agitato su di una base e batteria, che ci ha fatti fuggire verso la coda in autostrada.

Ma non mi ha dato fastidio, perché avevo il Cotton nelle orecchie.

martedì 20 aprile 2010

La porti un bacione a Firenze

Erutto libero

Firenze quest'oggi è a casa mia.